La Nostra Storia
DAL 2018 AD OGGI: IL RACCONTO DI TUTTE LE STAGIONI DELLA UML, I MOMENTI CHE HANNO SEGNATO IL TORNEO E LA HALL OF FAME DEI MIGLIORI DI SEMPRE.
CAPITOLO I - MAGICA DEAN
Era il 2018 e sentivamo in bocca il sapore dell’incoscienza e dell’inconsapevolezza di ciò che sarebbe venuto. La “U” che all’epoca, con spavalderia, significava per noi tutti “Uefa”: era nata la “Uefa Montappù League”. Per evitare cacofonie e manette però, in breve tempo decidemmo di far sopravvivere solo l’acronimo.
U M L, con la U a libera interpretazione: ‘Unica!’ dirà qualcuno, ‘Usignolo’ direbbero in pochi, sicuramente non per ‘Umiltà’ aggiungeremo noi.
C'era nell'aria la sensazione chiarissima di star dando vita a qualcosa di grande.
È l’anno della Dean SRL, campione inaugurale col suo DNA worldwide che va da Tirana a Rabat e Bristol, passando per Bogotà e Massa Fermana. A trascinarla ci pensa il trio magico formato da Yassin Hihi (Pallone d’Oro), Ali Benaich e Aziz Hihi, fratello di Yassin e vero fantasista old fashioned e leggenda vintage UML: fu il grande assente della finale, ma venne comunque festeggiato dai compagni che esibirono la sua divisa col 77. Insieme a loro anche il roccioso Wes Hunt in difesa, l’equilibrio di Ciccioli, la compattezza di Heta e Kuci e il guanto d’oro Carlos Del Papa tra i pali.
La Dean vince una finale storica per 5-4 contro la Selecao, squadra tutta estro e fantasia. Tra le sue fila spiccano Albanesi (anche per lui unica apparizione UML come per Aziz), Sebastian Costanzi, presentatosi sotto lo pseudonimo di “Diletta Leotta”, Jonathan Moroni (qui uno dei suoi gol iconici) e Fassinho Dos Santos Junior Senior, telecronista ufficiale UML e co-founder, alla sua unica partecipazione per evidenti conflitti di interessi.
La finale entra nella storia anche per un dettaglio unico: i presidenti delle due squadre sono infatti fratelli, Yuri e Miri Djata. Uno tornò a casa con la coppa, l’altro con 5 litri di sangria.
Nel 2018 si affaccia la Maggio Adua, destinata a diventare la squadra più vincente della storia del nostro torneo, ma fermata qui in semifinale ai rigori proprio dalla Selecao.
C’era l’Atletico al Bar del capocannoniere Scriboni (21 gol) e di quel blocco che diventerà una costante: Montedoro, Fagiani, Iommetti e Polozzi. La giovane Vis Pacchiamo, gli inizi della Sorbatti Outlet con l’affaire Scotucci e Ciccioli che ricorda Inzaghi, la Partizan Degrado di Paolone e Blus, l’esordio dell’Apunis, le folli Falerio Picenus e Real Cicca, la romantica Virtus Castel Frentano.
E soprattutto la mitologica Chiavo Verona, squadra che schierava giganti come Domizz, Rob Karius e due giocatori ormai parte integrante della leggenda del torneo: Isidori, autore del celebre colpo di testa all’indietro direttamente da un rinvio del portiere, che per cinque minuti condannò la Falerio all’eliminazione per differenza reti (in una partita poi finita 16-3); e Tata, portiere fuori dagli schemi e pioniere delle sgroppate fuori area alla UML, reso immortale dalla frase: “Tata, Tata, ma che fa? È un pazzo!”
CAPITOLO II - LA TEORIA DELLE STRINGHE
Il 2019 è l’anno della svolta, della presa di coscienza. La UML si estende a 16 squadre, in un mix dove alle conferme si uniscono nuove scommesse. È la Maggio Adua di Silvano Simoni a fare la parte del leone, e d’ora in poi le capiterà spesso. I ragazzi in biancoblu aggiungono al loro arsenale 3 dei calciatori più forti visti alla Panama Arena: Paolo Mannozzi, Andrea Bracalente e il cobra Edoardo Niccolini, con gli ultimi due rispettivamente pallone d’oro e scarpa d’oro dell’edizione.
La squadra inanella un filotto perfetto di vittorie e si laurea campione per 2-1 sulla Bar Sobe del solito blocco ex Atletico Al Bar, su cui spicca la stagione di Michael Fagiani e del portiere Riccardo Paolucci (guanto d’oro). Finale combattutissima decisa da una prestazione monumentale di Marco Zega, finito tra i pali a causa dell’infortunio di Simoni.
È la prima UML anche per I Dannati di Paolo Ilari, che sfoggiano nel loro repertorio giocatori del calibro di Fabiani, Gesuè, Iacoponi e Ferretti. La DEAN chiude terza con la manita della loro nuova stella Boutimah, proprio contro i Dannati.
La Selecao cambia nome, diventa Le Merengues, aggiunge stelle come Ripa, Catini, Castellano e Doumi, ma si arrende comunque ai quarti allo strapotere oro-nero dei campioni in carica. Destino simile per la Sorbatti Outlet, che non riesce a superare i gironi nonostante una ricca campagna acquisti.
Conosciamo la sprizzante C&J, la mezzadrile Montepiducchiese, la solida Ferruccio Vecchi e la wave techno-underground della New Order.
Il dialogo intergenerazionale della Aut Of Scuul e la calcistica ignoranza della Vecchia Guardia, l’ubriacante estro della Desperados e il turbinio di emozioni della Zizao. È anche l’anno della scanzonata Hellbenianz, un gruppo di schipetari iscrittosi per amore dello sport che ha sempre risposto alle goleade inferte col sorriso.
CAPITOLO III - CAVALLO BIANCO
Passano 700 giorni lunghissimi e ci ritroviamo nel 2021, anno di attese, limitazioni, incertezze e paure. L’anno di una liberazione, voluta e rischiata. L’anno della Corazzata Apunis, con i suoi brasiliani locali del distretto del calzaturiero e del cappello. Un progetto solidissimo costruito con maestria dai fratelli Marco e Mattia Antinori, che da membri della rosa diventano presidenti coadiuvati da papà Amedeo.
Insieme all'iconico tandem Botolinho - Pupinho arrivano Mallozzi (uno dei numeri 1 migliori di sempre), Romagnoli, Marcaccio, Ciucci, Perrella, bomber Ulivello e soprattutto Castellano. Sarà una stagione da sogno per il funambolico e rapidissimo esterno, autore di una doppietta clamorosa nella finale con la Maggio Adua (doppietta visibile qui) andato a millimetri dalla vittoria del pallone d'oro più in bilico che il nostro torneo ricordi (assegnato poi a uno straordinario Mannozzi). Il glorioso jingle 'Cavallo Bianco' della Apunis esce perfino dalla Panama Arena e arriva direttamente a Roberto Carpineti, che diventa tifoso.
La stagione è da ricordare per la magia vista in campo, a partire da quella storica notte del 22 luglio, quando assistiamo a due quarti di finale pregni di incanto: la volgarissima LFD Pianacciu batte l'ormai consolidata big Le Rape (come avrete capito, ai ragazzi ex Atletico Al Bar - Bar Sobe piace cambiare) per 2-1, con prestazioni once-in-a-lifetime di Luca Ferretti, Cruciani, del quattordicenne Francesco Tarulli e Dipaolantoni, oltre che Iommi, Frinconi e Alessandro Tarulli.
Nella stessa serata, la neonata Rhobbyfer del presidente Leonardo Ercoli supera in un match ricco di rimonte e controrimonte la FC Caporio di Comunanza (avranno modo di rifarsi) grazie a una tripletta di Matteo Tarquini. Entrambe le squadre però, come la più classica delle carrozze di cenerentola, sentiranno scoccare la mezzanotte in semifinale.
La Dean viene rebrandizzata in AfroTrap (scelta del jingle immacolata come di consuetudine per le squadre di Benaich), i Dannati ingaggiano Mancini e Balzamo e approda al Centro Europa la discussa Accoppiatura Simona.
Scopriamo gli Avvanzi dell'eroe di provincia Marco Santinelli, la Minnesota MS (Molto Semplice, ndr) di Matteo Iommi e Ferranti e la ITAR di Blus, autore di un gol in rovesciata talmente straordinario e iconico (realizzato in occasione di Apunis - Itar) da averci fatto introdurre il premio miglior gol, poi ribattezzato Isi d'oro.
CAPITOLO IV - LA RIVINCITA DI ADUA
Nel 2022 la UML è ormai una realtà radicata nel territorio e si prepara alla definitiva esplosione. Ad insidiare le grandi c'è la US Figo, la combriccola di Comunanza gestita e coccolata stavolta dal presidente Michael Travanti, e l'Autocarrozzeria Mattiacci del gigantesco ed istrionico Giuliano Mattiacci.
La telecronaca della finalissima evento, oltre all'immancabile Alessandro Buccolini, è affidata alla voce inconfondibile di Maurizio Compagnoni, e ha come protagoniste le stesse finaliste del 2021. Sarà rivincita Apunis - Maggio Adua. 'RETE, RETE, IMPAZZISCE LA PANAMA ARENA!' esclamerà Maurizio in occasione del 5-3 di Iacoponi (incoronato pallone d'oro dell'edizione), prima di abbandonarsi al giubilo collettivo del definitivo 6-3 di Bracalente che chiude il match: sarà proprio il telecronista di Sky Sport -che giusto un mese prima era a commentare Liverpool-Inter ad Anfield- a consegnare la coppa a Capitan Giuliani, immortalato col sigaro in bocca. Quello a fare impressione è stato però il cammino dei biancoblu in questa edizione.
Solo 4 punti ai gironi, sconfitta con la US Figo e pirotecnico 7-7 con l'Accoppiatura Simona. Una situazione travagliata a causa delle ripetute assenze salentine del portiere Gatta, che costringe spesso ai pali il fortissimo Finucci, il quale però di mestiere fa il difensore. Ma la Maggio Adua la conosciamo, non muore mai. E parallelamente alla irreplicabile campagna del Real Madrid in Champions i ragazzi di Simoni danno vita a qualcosa per cui bisognerebbe scomodare la mistica.
Ai quarti con il Villa Ester FC (Atletico al Bar - Bar Sobe - Le Rape - avete capito, stavolta con uno Yassin Hihi in più) in 6 e senza Gatta rimontano un 5-3 in un 5-6 con la tripletta di Finucci in qualità di portiere! Sarà la prima - e unica - volta in cui un giocatore verrà premiato miglior giocatore e miglior portiere della serata.
In semifinale la storia si ripete: l'Autocarrozzeria Mattiacci annusa la finale grazie ai gol di Procaccini, Valerio Mazzetti e alla girata acrobatica di Tarquini - Isi d'oro 2022 -, ma l'Adua la ribalta negli ultimi minuti con Mannozzi, Bracalente e Iacoponi. '50 minutos en la Panama Arena son molto longos' dirà un carichissimo Simoni.
Le altre squadre a giocarsi i quarti sono la giovane Brazz di Tarulli e Domi (remember the name), la J Dream Team rosa-shoking di Iommi e dei 3 fratelli Spinozzi e il PSV Endovena di un ispiratissimo Vittorio Valori che con la fascetta, il numero 0 e la casacca smanicata sancisce un nuovo zero Kelvin nel termometro dello stile visto in campo alla UML. La sua traversa presa contro la Us Figo ai quarti grida ancora vendetta.
Si iscrivono anche la FC Settepuntonove di Sassi, dei fratelli Alessandro e Massimiliano Gabaldi e Cipolletti, i Buchineri del solito Santinelli e di Morbidelli, la combattiva Cristian Copponi di Lamaj e Juan Sebastian Marcoaldi, e l'Elettrica Bellagamba di Blus - nota, ironia della sorte, per l'episodio di black-out nel match con la Maggio Adua -.
Ci sono anche la Sorbatti Outlet (anche stavolta fuori ai gironi) , l'Accoppiatura Simona e la Hospitality Giorgio di un sottovalutassimo Aquilesi, miracoloso in occasione dell'1-0 con la RhobbyFer.
CAPITOLO V - LA COMUNANZA DI COMUNANZA
Il 2023 è la stagione in cui i rapporti di forza tra le squadre si consolidano e rafforzano. L'edizione però sarà monca dall'inizio: è il caso increscioso del Vicolo Marte che per motivi ignoti diserta la competizione prima dell'inizio, lasciando cosi il girone B con 3 squadre. Fra le altre new entry troviamo i sorprendenti Petali Rosa di Morganti, Bartolini e Nicola Mochi, la Kairos 3 Monti (società co-organizzatrice del torneo), l'Eleven Ink (che nonostante il passaggio ai quarti viene eliminata per comportamento antisportivo) e le Merengues (società da non confondere con la vecchia 'Le Merengues', seppur la scelta simile di stemma e nome possano trarre in inganno).
Nasce anche il Popolo della Libertà con cui Valori si prefigge di celebrare la scomparsa del Cavaliere - dopo ogni gol risuonerà 'Menomale che Silvio c'è' -: a trascinare la squadra oltre al giramondo Cruciani c'è il trio Monterotti, Milozzi e Vignaroli, teneteli a mente. Ricordiamo anche il simpaticissimo Real Dobaglio di De Minicis, Ciccioli, Giandomenico e Beleggia; squadra uscita prematuramente ma su cui spiccano le prestazioni di due singoli: lo showman Babucci e il 'ragno bianco' Luciani.
Le big 5 (Maggio Adua, US Figo, Apunis, Aut. Mattiacci e RhobbyFer) giocano il loro torneo e arrivano agilmente alla fase knockout, con i Petali Rosa in qualità di dark horses. Tra i nuovi volti si distinguono Daniel Duca (capocannoniere) per i Reds della Mattiacci e il duo Gabrielli e Zahraoui per i blancos della US Figo, capitan Mochi per i loresi dei Petali Rosa e l'abilissimo Leonardo Curzi (guanto d'oro), nuovo portiere della Maggio Adua.
In semifinale proprio la Maggio Adua supera 5-1 i Petali Rosa, con una gara che qualora ce ne fosse bisogno sancisce il loro status e li porta alla quarta finale consecutiva. Nell'altra sfida invece, in Apunis - US Figo, Ciucci è autore di una prestazione superba con 5 reti da fuori area che in qualsiasi universo gli sarebbe valsa la finale e il titolo di MOTN. Dall'altra parte però, purtroppo per gli Antinori, c'è qualcosa che sfiora il divino. L''open bar' - come lo definisce il nostro Ale ai microfoni - Gesuè si carica la squadra sulle spalle e piega l'inerzia del match da solo.
E se la semifinale non avesse convinto qualche miscredente, in finale il miracolo si compie davvero (per le prove, consultate qui). Gesuè ne fa 4 (!) alla Maggio Adua, fluttua sulla Panama Arena con un'aura di onnipotenza, porta alla sua prima vittoria il popolo comunanzese e all'esasperazione Giuliani, che sarà espulso. Degne di nota anche le prestazioni dei sempre determinanti fratelli Matteo ed Emanuele Raschioni e del portierone Dorelli, oltre che del capitano Tassotti. Ai bicampioni in biancorosso (al posto del canonico biancoblu) non bastano Mannozzi, Bracalente e Niccolini. Festa grande per i ragazzi di Michael Travanti, con la sensazione netta di essere arrivati lì per restare.
CAPITOLO VI - DOMINIO SIBILLINO
Nel 2024 Comunanza è ufficialmente sulla mappa della UML, anche se la US Figo cambia proprietà: ecco Le Sibille del patron Domenico Franconi e dell'esperto allenatore Leonardo Franconi. 3 sono i principali nuovi innesti, tutti con un leggerissimo impatto sulla competizione: il guanto d'oro Fabio Monti, la scarpa d'oro Mattia Pampano e il pallone d'oro Stefano Ruggeri (andrebbe menzionato anche Sacconi, giocatore pur ottimo che per contesto ci ricorda Arbeloa nella presentazione degli acquisti del Madrid '09).
Come avrete intuito Le Sibille cannibalizzano il torneo vincendo tutte le partite, non senza faticare un po'. Sia in semifinale contro un Vicolo Marte - stavolta sì - presente e agguerrito, trascinato dalle giocate di Zacheo, Blas Fernandez, Diomedi, Slimi e del re della suola Di Gioacchino, oltre che dall'ex Dorelli che però si farà espellere.
Sia in finale contro l'Autocarrozzeria Mattiacci, rinforzata dai due acquisti top Gobbi ma soprattutto Iacoponi. Eh già, proprio l'ex pallone d'oro della Maggio Adua: la squadra di Simoni infatti dopo 6 anni si prende un anno sabbatico, anche a causa degli infortuni di Mannozzi e Bracalente e dell'addio (o arrivederci?) alla UML del recordman di marcature di tutti i tempi, il cobra Niccolini.
In semifinale arriva pure la Blue-Hole del presidente e co-founder del torneo Ludovico Peroni, una squadra che al blocco Apunis (ahinoi scioltasi dopo le scorie della finale persa) italocarioca Pupinho - Botolinho aggiunge due brasiliani a tutti gli effetti. Scopriamo il talentuoso portiere Maina do Nascimento e la leggenda del futsal marchigiano Cleverson Favetti. Insieme a loro, una serie di 'calcettisti' che sposano la filosofia del team del cerchio blu e un'architettura social pronta a seguire e documentare ogni partita.
Fra le altre squadre doveroso ricordare la sottovalutata Feel Blue, la ruggente Falerio Street, una RhobbyFer meno carica del solito, il contest instagram dei Leopardy del simpaticissimo tiktoker tolentinate Aluccio (qui il suo profilo) e la nuova Sorbatti Outlet del DS Andrenacci che porta alla UML il ragazzo d'oro Filippo Giandomenico e il 'Mahatma' Fermani.
Il progetto di Valori evolve nella Forza Italia (ricordate il Popolo della Libertà?), con la quale il nostro riesce ad assicurarsi le prestazioni di gente del calibro di Ulivello, Federico Ruggeri e Postacchini. Ci sono poi le solite Merengues del puntero Angelini, contro le quali Valori ha trascorso i minuti più lunghi della sua carriera.
Le due formazioni si sono scontrate alla terza giornata dei gironi: le Merengues, in emergenza portiere, usano lo slot infortunio e tesserano last minute il giovane Lorenzo Mochi. Alla Forza Italia serve vincere per approdare ai quarti, ma i blues del Cavaliere forse peccano troppo di leggerezza. Gli argentini delle Merengues sembrano animati da una garra ancestrale e Sulpizi (4 gol) e Mochi regalano una prestazione for the ages, eliminando per un po' la Forza Italia (che rimonterà) in una delle partite più belle che la UML ricordi.
CAPITOLO VII - LA SORBATTI NON È PIÙ OUT
Arriviamo al 2025 e alla novità più importante del torneo: per rafforzare lo spirito goliardico e partecipativo della UML, sempre strizzando l'occhio allo storytelling, vengono introdotti i rigori presidenziali. Uno per squadra, da chiamare durante la partita quando si è in possesso di palla. I rigoristi, ovviamente, non possono essere tesserati agonisticamente come calciatori.
Si manifesta finalmente per i presidenti storici della nostra competizione come Simoni, Sorbatti, Ercoli e Mattiacci l'opportunità di partecipare attivamente alla storia calcistica delle loro squadre, o di delegare tiratori scelti. Quest'anno, complice l'infortunio di Gesuè e una pancia relativamente piena, il gruppo comunanzese non si iscrive. La società della Sorbatti Outlet drizza le antenne e in una serata chiude per Pampano, con un blitz che si rivelerà decisivo.
Valori entra nel direttivo dell'Outlet e porta con sé il suo trio fidato Monterotti-Milozzi-Vignaroli, a cui affianca due grandi colpi come Babucci e Luciani. In dirigenza, oltre ad Andrenacci e lo stesso Valori, arrivano anche Tarulli (che appende gli scarpini al chiodo) e Gentili. La Maggio Adua, intanto, non sta a guardare: Simoni Senior e Junior piazzano il quartetto Domi, Diouane, Macchini e Dragusin insieme ai classici Mannozzi, Bracalente, Simonella, Iacoponi che ormai per le vie di Montappone valgono l'Ave Maria di Zoff Gentile Cabrini Bonini Brio Scirea. Allenatore, l'ex capitano Lorenzo Giuliani.
All'esordio assoluto alla UML troviamo la sorprendente e giovanissima J Moka, squadra a immagine e somiglianza del portierone Mochi che sfoggia fra gli altri il miglior giovane Barchetta, Vecchiotti, Scorolli e Lattanzi. C'è la Kairos 3 Monti di Lamaj, Koci, Traini, Beleggia e Giandomenico; la UP San Crispino di Don Lorenzo Torresi e del già indimenticabile Sabrouni, tra i giocatori più divertenti e street mai visti alla Panama Arena. La romantica Ortofrutta Cesetti di Yahia Lebsara ed Enri Kumara, i dissacranti Los Bandoleros del pres Peppe Parisi e la sfortunata Nautilus chiamata al forfait a causa di numerosi infortuni.
Fa il suo esordio anche la sprizzante Fast Lions, società serissima di ragazzi molto capaci gestita dal presidente Stefano Marziali e da Mister Pieragostini, oltre che dal caparbio rigorista Vari Camela. Tra le sue fila molti giovani interessantissimi tra cui i fratelli Joshua e Michael Marziali, Capriotti e Cerretani.
Le big arricchiscono tutte i loro arsenali: la RhobbyFer si rivoluziona con Quondamatteo, Malaccari e i 4 ex Sorbatti Outlet Confaloni, Fermani, Iommi e Cruciani, alimentati dal fuoco della rivalsa. La Blue-Hole si rinforza con Mallozzi, Raparo, Massucci, Rosetti e Nazarolf, e un rigorista d'eccezione come Riccardo 'Sembra Inzaghi' Ciccioli. Non resta indietro Giuliano Mattiacci, che chiude per Romagnoli, Balloni e per il colpaccio Roman Chornopyschuk.
Ai gironi il dislivello è evidente, e si assistono a goleade storiche che riportano alla luce le prime edizioni. La musica cambia nella fase a eliminazione diretta, dove la palla pesa e lo spettacolo è di un livello altissimo. Già in Mattiacci - Blue-Hole va in scena una partita stellare: 7-6 dove Natali è mattatore assoluto, in cui Giuliano Mattiacci segna il suo rigore, Nazarolf spiega il ruolo e Chorno sfonda la rete. 'Mi sono innamorato di questo calciatore', dirà un emozionato Sassi in telecronaca.
La formazione di Petriolo si arrende però in semifinale alla Maggio Adua, trascinata fin lì da un Klejdi Domi che in 5 partite ne fa 15 (si confermerà scarpa d'oro con la doppietta in finale), in una partita (qui i dettagli) dove Roberto Iacoponi ricorda a tutti la sua innata capacità di capire prima qualsiasi cosa succeda in campo.
L'altra semifinale, RhobbyFer - Sorbatti Outlet, è absolute cinema. Per le premesse, per gli amici che si sfidano, per due formazioni storiche di Montappone mai arrivate in finale, per due presidenti che hanno nelle loro mani - anzi, piedi - il destino delle loro stesse squadre. 'La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita' diceva qualcuno: Leo Ercoli calcia sul palo il suo rigore, Sorbatti spiazza Quondamatteo. Per cm la squadra del cappello si iscrive alla serata più importante.
Durante la finalissima (qui la scheda match) succede di tutto, e le parole forse non bastano a raccontare quella che per molti è la miglior partita di sempre alla UML. Vi rimandiamo a questo articolo così da non essere ripetitivi. Pampano sarà pallone d'oro, Curzi vincerà il suo secondo guanto d'oro, Domi la scarpa d'oro. Il miglior gol verrà assegnato al cucchiaio di Milozzi, e non poteva essere altrimenti. Se ci fosse l'Oscar però, da miglior attore protagonista, quello andrebbe a Marco Sorbatti, che con un rigore senza eguali spedisce una palla pesante come un pianeta all'incrocio e si prende la coppa che inseguiva dal 2018.