Il Cuore della Sorbatti: la Rimonta
Quando tutto sembrava indirizzato verso la Maggio Adua, la Sorbatti Outlet ha cambiato ritmo e atteggiamento. A riaprire la finale è Omar Felloussa (voto 7.0), sempre nel posto giusto al momento giusto per il tap-in del 3-2. Una rete che rimette in carreggiata i suoi e cambia l’inerzia emotiva del match.
Il pareggio arriva poco dopo con Luca Babucci (voto 7.0), protagonista di una prova elettrica fatta di strappi, tecnica e personalità. Il 3-3 è il premio a una prestazione di spessore. A quel punto sale definitivamente in cattedra Mattia Pampano (voto 8.0, MVP): dopo un avvio impreciso, prende per mano la squadra e firma il sorpasso con il gol del 4-3, simbolo della sua leadership nel torneo.
Il Finale dei Presidenti
La finale però ha ancora un capitolo da scrivere. La Maggio Adua chiama il rigore presidenziale e sul dischetto si presenta Francesco Simoni, freddissimo nel trasformare il 4-4 che riaccende le speranze.
Passano pochi istanti e anche l'Outlet chiede il suo rigore, un episodio destinato a entrare nella storia della UML. Se ne incarica ovviamente Marco Sorbatti, che la tira sotto al 7 e firma il definitivo 5-4. È la rete che consegna la coppa ai suoi e chiude una finale memorabile.
Sorbatti Outlet - Le Pagelle
Luciani (8.0): decisivo in un paio di uscite su Macchini, incolpevole sui gol. Corona con una prestazione perfetta un torneo senza sbavature.
Vignaroli (7.5): il capitano della Sorbatti all’inizio soffre un po’ il duello con Domi, ma poi prende le misure e sale in cattedra. Sua l’imbucata per il 3-3 di Felloussa.
Monterotti (6.5): entra sul pezzo, non sbaglia nulla, si immola in qualche circostanza e si spende al massimo per la causa.
Milozzi (7.5): al terzo tentativo scava un cucchiaio perfetto che gli vale il secondo premio di Miglior Gol dopo la rabona del 2023. Solita partita in cui abbina tanta qualità a tanta quantità.
Innamorati (6.0): giusto un gettone di presenza per un giocatore sempre utile quando chiamato.
Felloussa (7.0): acquisto azzeccatissimo della Sorbatti che si è calato subito nella parte. Tarantolato, solido, presente in area per il tap-in.
Babucci (7.0): un’altra prestazione elettrica, ci delizia con le sue suolate e croquete e poi trova anche il gol.
Pampano (8.0): MVP assoluto del torneo, nei primi 10 min sbaglia troppo per sufficienza ma poi decide di vincerla e non ce n’è.
Sorbatti: rigore leggendario che mette la ciliegina su una UML da eroe.
Maggio Adua - Le Pagelle
Curzi (8.0): fa strano pensare che in 2 partecipazioni vince 2 guanti d’oro ma arriva sempre secondo. Anche stavolta qualche miracolo non basta.
Simonella (6.0): partita compatta per l’highlander della nostra competizione alla sua quinta finale.
Macchini (6.0): viene ipnotizzato due volte da Luciani e sciupa due ottime occasioni.
Diouane (6.0): partita di gran sacrificio e contenimento. Prova a mettere un argine alle sortite avversarie con fisicità, ma nel secondo tempo va in affanno contro le giocate della Sorbatti.
Mannozzi (7.0): buona gara di spunti e fiammate a cui è mancato qualcosa, 'El Tucu' da acciaccato non è riuscito ad incidere come avrebbe voluto
Dragusin (6.0): prova a far valere i muscoli sventando un paio di minacce spinose, ma nel blackout che porta alla rimonta rabbiosa degli avversari finisce anche lui per andare in apnea.
Iacoponi (7.5): ennesima partita accademica in cui abbina letture, anticipi, imbucate e la solita esperienza. Detta i tempi in mezzo al campo e prova a tenere ordinata la squadra anche quando il match si trasforma in una battaglia senza esclusioni di colpi.
Bracalente (7.5): cinico e tagliente, timbra il cartellino con la rete del momentaneo 3-1 che sembrava aver spaccato la finale in due. Sempre pericoloso, incastona una prestazione di altissimo livello.
Domi (7.5): in stato di grazia assoluto. Sblocca il match a freddo e poi estrae dal cilindro un clamoroso jolly al volo da fuori area per il 2-1. Fa ammattire Vignaroli a inizio gara, trascinatore vero fino alla fine.
Simoni: entra in scena nel momento in cui la palla scotta di più. Freddezza glaciale dal dischetto per il rigore presidenziale del 4-4: un leader vero non trema mai quando conta.